INTRODUZIONE TEORICA

La probabilità che esca un singolo numero su una determinata ruota è di 1 su 18 (5/90). La vincita pagata da Lottomatica, unica concessionaria ufficiale del gioco del Lotto, ammonta a 11,232 volte la posta, da cui deve essere detratta la trattenuta diretta del 6%.

Con una sola schedina la vincita massima lorda consentita è 6 milioni di euro.

Come detto, su una data ruota, in ogni estrazione, ogni numero ha sempre la stessa probabilità di uscire, pari a 5 su 90 (ovvero 1/18), essendo 5 i numeri estratti e 90 i numeri contenuti nell'urna. Sulla base di tale premessa, si dovrebbe concludere che giocare sui ritardatari sia privo di senso: il fatto che un numero non sia uscito per molte estrazioni precedenti non aumenta in nessun modo la probabilità che venga estratto alla successiva estrazione, rimanendo essa sempre pari a 1/18. I detrattori della teoria dei ritardatari sottolineano, quindi, che nessuno può essere in grado, ovviamente, di prevedere dei numeri con certezza e che la cronaca spesso ha riportato storie di persone che hanno accumulato ingenti debiti giocando sui ritardatari, talvolta giungendo fino all'esito più drammatico del suicidio.

Gli appassionati al gioco sui numeri "ritardatari" si basano però sui precedenti della storia del lotto. La probabilità che un dato numero (che ha probabilità 1/18 pari al 6% di essere estratto) esca almeno una volta nell'arco di 18 estrazioni è del 64%. La serie storica dice che un ritardo medio-massimo per un estratto arriva alle 90 estrazioni, raramente oltre le 140 estrazioni, dieci volte soltanto ha superato le 180 e di queste solo due volte ha superato le 200 nei 135 anni di storia del lotto moderno (dal 1871 ad oggi un numero è uscito con un ritardo di 201 estrazioni il 23/8/1941 e un altro con un ritardo di 203 il 1/4/2006).

Fonte "Wikipedia".